Intervista al MEP di Firenze, in occasione dell’evento “Parole in Libertà”

Il Mep è un movimento artistico che, attraverso attività di vario genere, ha l’obiettivo di suscitare di nuovo la passione nei confronti della poesia e far sì che questa occupi un ruolo fondamentale nella società. Il Movimento per l’Emancipazione della Poesia nasce a Firenze nel 2010, frutto dell’incontro di alcuni studenti che, uniti dalla medesima passione, si resero conto che “la poesia si continuava a scrivere, ma non si continuava a leggere” e si proposero dunque di riportarla dove ormai aveva perso il suo spazio, ovvero nella quotidianità. Proprio per questo, come ci spiegano alcuni rappresentanti del gruppo fiorentino, il primo passo del MEP è stato un atto di attacchinaggio “liberatorio e provocatorio”, pensato per essere unico ma che sarebbe diventato il mezzo portante per la diffusione della poesia nelle città. “L’attacchinaggio consente di abbattere ogni barriera e restituire non solo l’opportunità ma anche il tempo: il lettore si fa rapire distrattamente dalle parole sui fogli sul muro”. Naturalmente, l’attacchinaggio è solo il primo dei mezzi sfruttati per diffondere la poesia, che comprendono anche l’inserimento di testi formato A6 nei libri delle biblioteche o l’organizzazione di allestimenti. Il MEP stesso si considera un mezzo ed è questo uno dei motivi della scelta di definirsi un movimento, più che un gruppo o un’associazione: “lo scopo del MEP “ raccontano “ sarebbe quello di estinguersi, o meglio di vivere in un contesto in cui non ci sia più bisogno di un movimento del genere, dove la poesia abbia già il posto che le spetta”. Una scelta un po’ particolare del movimento è quella dell’anonimato, che ha definito fin dall’inizio l’attività del MEP. Il motivo è semplice: l’obiettivo è quello di focalizzare al massimo l’attenzione sul testo e limitare l’interesse per l’autore in un secondo momento, “affinché il personalismo non limiti la diffusione della poesia”. Ogni autore viene quindi rinominato con una lettera ed un numero seriale, così da non ledere il legame tra componimento e componitore, quanto piuttosto renderlo asettico. Un altro aspetto perfettamente adatto allo scopo del movimento è la decisione di utilizzare il Copyleft al posto del Copyright, un sistema per proteggere i diritti d’autore alternativo, che non mira al mercato ma consente di tenere saldi alcuni punti fondamentali, tra cui il divieto di vendere le poesie, di modificare il testo e l’obbligo di citare la fonte. “Questa scelta”,affermano “consente la libertà in tutte le direzioni: una libertà verso l’esterno, sulla possibilità di fruire della poesia, e verso l’interno, nei confronti dell’individuo”. Il movimento è aperto a tutti coloro che scrivono poesia e sono in linea con i concetti base del movimento; per diventare un autore del MEP non occorre altro che inviare un’ e-mail all’indirizzo del MEP, nazionale o locale, e fare una chiacchierata informale in cui ricevere le informazioni generali. Il MEP è la voglia di far vivere la poesia in noi e negli altri – nient’altro che una “resistenza aperta”.

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