Intervista – Piqued Jacks

Ieri sera, Mercoledì 24 Giugno, sono tornati a Marea i vincitori del premio INDIE TIME 2012, i Piqued Jacks, che hanno presentato al pubblico della buca d’Andrea il loro primo LP , “Climb Like Ivy Does”, uscito a Gennaio 2015: noi, naturalmente, siamo andati ad intervistarli. La band ama definirsi “non solo un gruppo, ma un gruppo di fratelli”: infatti sono nati così, per divertimento, quando al chitarrista e al bassista, amici d’infanzia, si sono aggiunti un fratello minore e un “ragazzo che saltava sul letto con una torcia in mano”.  Dopo aver pulbblicato diversi EP tra il 2010 e il 2012, nel 2013  hanno prodotto “Just a Machine”, registrato a Los Angeles in collaborazione con Brian Lanese: per promuovere il disco, la band si è diretta in Texas per un tour indipendente tra il 2013 e il 2014. Perchè l’america? “Abbiamo sempre ascoltato musica straniera, cantiamo in inglese e il panorama italiano non è dei migliori (a parte il Marea Festival) “, afferma il gruppo, “inoltre all’estero la nostra musica è molto più vendibile ed ascoltabile”. E poi, “là sono più abituati ad uscire e a scoprire musica nuova: la fatica è sia di là che di qua, ma forse la cultura musicale underground è migliore.” Come ci racconta il gruppo, “Climb Like Ivy Does” (tradotto: arrampicati come fa l’edera) è stato scritto un po’ in America ed un po’ qui in Italia, ed è improntato proprio sul tema del viaggiare e dell’esplorare il mondo: come edera il gruppo sta andando lontano ma mai staccandosi dalle proprie radici. Adesso i Piqued Jacks si godono le vacanze e si preparano per nuove avventure, noi facciamo loro un grandissimo in bocca al lupo!

Annunci

Venus In Furs

Torniamo un po’ indietro, a qualche giorno fa, a quando la Buca di Fucecchio vibrava ancora di una calda presenza di persone. In particolare torniamo al 28 Giugno e al momento in cui si è svolta l’intervista al gruppo toscano dei Venus In Furs appena dopo la loro performance. La loro formazione risale “all’era dei bollicini”, ovvero alla prima superiore, quando un gruppo di ragazzi che “fanno schifo a calcio” si ritrova in classe insieme e decidono di dedicarsi alla musica dando vita al loro progetto attuale. Dopo aver superato questa “era”, aver sperimentato testi in lingua inglese ed in poco tempo aver capito che non faceva al caso loro, i Venus in Furs si ritrovano tra le mani due dischi pronti ed un altro con uscita prevista nell’Inverno prossimo: Siamo pur sempre animali e BRA!- Braccia rubate all’agricoltura. Il lato innovativo di BRA! è che è uscito esclusivamente in formato Key Play, una semplice chiavetta USB in altre parole. Questo ha permesso loro di allegare contenuti speciali come foto e video che un normale CD non avrebbe potuto contenere. Insomma, dopo il diluvio universale dello scorso anno, finalmente sono riusciti a prendersi il loro turno al Marea Festival che “deh, l’abbiamo conosciuto da ragazzini noi in realtà perchè venivamo a sentire i concerti degli Afterhours,dei Mogwai…” , scatenando la folla con la loro fervente energia ironica. Quali saranno i loro prossimi passi? Primo: pagare la multa per il pulmino sequestrato ma soprattutto tirare fuori questo nuovo disco.

CENTRO STUDI LIBERTARI

Il Centro Studi Libertari è un progetto nato nel 1976 al fine di “restituire all’anarchismo quella dignità e ricchezza culturale” del passato in quanto “più estrema e coerente teoria e pratica della liberazione umana”. Gli obiettivi sono la costituzione di un archivio che conservi la memoria dell’anarchismo, da una parte, e lo sviluppo di un’area culturale “che sappia opporsi creativamente, con coraggio e lucidità critica, all’onnipresente cultura del dominio” dall’altra, attraverso iniziative come convegni, seminari e programmi di ricerca: queste sono sviluppate non solo come “rivisitazione delle radici” ma anche come sforzo costruttivo d’un immaginario libertario contemporaneo.

Marea 2015

Marea 2015 è ormai giunta agli sgoccioli e, anche quest’anno, ha riservato diverse sorprese. Nonostante i fondi concessi dal comune siano sempre meno, l’organizzazione è riuscita a portare avanti sei grandi serate di tutto rispetto, da ogni punto di vista. Bancarelle piene di curiosità, appetitosa e costante fragranza  proveniente dalla “curva ristorazione”, il nuovo spazio aperitivo vicino al Groove Stage, perchè è sempre l’ora di una birra, e gli esaltanti concerti sul Main Stage, oltre alle varie presentazioni a cura delle associazioni. L’indie Time, Marea Grafica, il Marea Dj Contest. Le novità del Tajdo e poi Bobo e Nada, spettacolari protagonisti di ieri sera. Marea ci lascia ancora una volta con l’acquolina in bocca, con il desiderio che continui qualche giorno in più, che quella che è diventata la nostra “casa temporanea” ci ospiti ancora un po’. Un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno collaborato con noi durante le nostre serate sul Groove Stage, alla BIblioteca Comunale di Fucecchio, che ci ha permesso di introdurre il BookCrossing all’interno del festival, ma sopratutto al Comitato Marea che ci ha dato l’occasione di far vedere chi siamo. In attesa di un posto tutto nostro, vi invitamo a seguirci sul nostro blog e su facebook (vedi sotto) e a partecipare a SOLID ROCK, una serata di buona musica sulla terrazza del centro commerciale. Grazie a tutti coloro che ci hanno seguito, stay tuned!

Cosa c’è stasera ? 28 Giugno PHONARCHIA NIGHT

Domenica 28 Giugno. Phonarchia Night. La serata si preannuncia perfetta per chiudere in bellezza anche questa edizione del Marea Festival! Tutto partirà alle 19:00 con Nicola Barghi sul Groove Stage, che presenterà il suo ultimo album “Elettroshock” per accompagnare il vostro ottimo aperitivo all’aria aperta. Alle 21:30 sarà il turno dell’associazione Centri Studi Lebertari di Empoli, che vi delizierà con la presentazione del libro “Oreste Ristori, vita avventurosa di un anarchico tra toscana e sudamerica” di Carlo Romani. Questa biografia è il risultato di un grande intervento di recupero e ricognizione conservato presso biblioteche e archivi nazionali e internazionali; l’obbiettivo è quello di mostrare  lo spessore del personaggio nel più ampio contesto dell’emigrazione nell’America Meridionale di anarchici e comunisti italiani e toscani in particolare alla fine del Ottocento e nei primi decenni del Novecento. Ma non finisce qui ! Alle 22.00 tutti pronti di fronte al Main Stage per dare inizio alla Phonarchia Night, che vedrà protagonista l’omonima etichetta discografica grazie alla presenza di tre dei suoi gruppi di punta: Etruschi from Lakota, Venus In Furs e Q-Yes. Tre gruppi molto particolari, ognuno con un sound fresco e diverso, ma tutti accomunati da inconfondibili testi in italiano. La serata si concluderà con il dj set di Nova sul Groove Stage.

PUBBLICA ASSISTENZA

La Pubblica Assistenza è fondata sul contributo dei volontari, che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo libero all’Associazione e di impegnarsi nelle attività da svolgere, come la protezione civile e la donazione del sangue. I volontari lavorano come una “grande famiglia”, affrontando anche esperienze difficili di estremo dolore e disagio insieme, tanto da essere diventati un punto di riferimento per il territorio fucecchiese e cerretese.  La Pubblica Assistenza ha come scopo quello di riunire giovani, meno giovani, adulti, chiunque abbia voglia di agire “spontaneamente e gratuitamente per il bene degli altri”.

Cosa c’è stasera? Bobo Rondelli e Nada Malanima in concerto!

Oggi, 27 Giugno, la serata si preannuncia esplosiva: il Marea Festival è orgoglioso di presentarvi il concerto di Bobo Rondelli e Nada Malanima, due artisti livornesi di grande fama e dalla lunga storia. Bobo, dopo “Les Bijoux” e gli “Ottavo Padiglione” decide di intraprendere un percorso solista che lo porterà lontano. Nada invece, è uno spirito libero che, dopo aver esordito a Sanremo 1969 solamente quindicenne e aver vinto il concorso nel 1971 con “Il cuore è uno zingaro”, ha trovato la sua strada con una creativa miscela di cantautorato, rock’n’roll e letteratura. Entrambi hanno recentemente pubblicato un disco: Nada è uscita nel 2014 con “Occupo poco spazio”, mentre Bobo Rondelli ha appena registrato l’album “Come i carnevali”.

Intervista al MEP di Firenze, in occasione dell’evento “Parole in Libertà”

Il Mep è un movimento artistico che, attraverso attività di vario genere, ha l’obiettivo di suscitare di nuovo la passione nei confronti della poesia e far sì che questa occupi un ruolo fondamentale nella società. Il Movimento per l’Emancipazione della Poesia nasce a Firenze nel 2010, frutto dell’incontro di alcuni studenti che, uniti dalla medesima passione, si resero conto che “la poesia si continuava a scrivere, ma non si continuava a leggere” e si proposero dunque di riportarla dove ormai aveva perso il suo spazio, ovvero nella quotidianità. Proprio per questo, come ci spiegano alcuni rappresentanti del gruppo fiorentino, il primo passo del MEP è stato un atto di attacchinaggio “liberatorio e provocatorio”, pensato per essere unico ma che sarebbe diventato il mezzo portante per la diffusione della poesia nelle città. “L’attacchinaggio consente di abbattere ogni barriera e restituire non solo l’opportunità ma anche il tempo: il lettore si fa rapire distrattamente dalle parole sui fogli sul muro”. Naturalmente, l’attacchinaggio è solo il primo dei mezzi sfruttati per diffondere la poesia, che comprendono anche l’inserimento di testi formato A6 nei libri delle biblioteche o l’organizzazione di allestimenti. Il MEP stesso si considera un mezzo ed è questo uno dei motivi della scelta di definirsi un movimento, più che un gruppo o un’associazione: “lo scopo del MEP “ raccontano “ sarebbe quello di estinguersi, o meglio di vivere in un contesto in cui non ci sia più bisogno di un movimento del genere, dove la poesia abbia già il posto che le spetta”. Una scelta un po’ particolare del movimento è quella dell’anonimato, che ha definito fin dall’inizio l’attività del MEP. Il motivo è semplice: l’obiettivo è quello di focalizzare al massimo l’attenzione sul testo e limitare l’interesse per l’autore in un secondo momento, “affinché il personalismo non limiti la diffusione della poesia”. Ogni autore viene quindi rinominato con una lettera ed un numero seriale, così da non ledere il legame tra componimento e componitore, quanto piuttosto renderlo asettico. Un altro aspetto perfettamente adatto allo scopo del movimento è la decisione di utilizzare il Copyleft al posto del Copyright, un sistema per proteggere i diritti d’autore alternativo, che non mira al mercato ma consente di tenere saldi alcuni punti fondamentali, tra cui il divieto di vendere le poesie, di modificare il testo e l’obbligo di citare la fonte. “Questa scelta”,affermano “consente la libertà in tutte le direzioni: una libertà verso l’esterno, sulla possibilità di fruire della poesia, e verso l’interno, nei confronti dell’individuo”. Il movimento è aperto a tutti coloro che scrivono poesia e sono in linea con i concetti base del movimento; per diventare un autore del MEP non occorre altro che inviare un’ e-mail all’indirizzo del MEP, nazionale o locale, e fare una chiacchierata informale in cui ricevere le informazioni generali. Il MEP è la voglia di far vivere la poesia in noi e negli altri – nient’altro che una “resistenza aperta”.